L'Esperienza nelle Tradizioni
Ricette

Nelle tradizioni: LE RICETTE DI UNA VOLTA
Dalle parole di Rita Gennari, assieme a Giorgina Tonelli, 21 aprile 2005
Montalbano (San Giovanni in Marignano)

 

RITA - Abbiamo portato i biscotti che si facevano una volta e il vino che si faceva alla vecchia usanza, senza metterci niente dentro, solo uva e dal momento che non c’è nessuno ce lo beviamo noi e i biscotti ce li mangiamo noi. Ho messo l’uva nel mastello, sono andata nel bagno, ho lavato i piedi e ho cominciato a pigiare.
Virginia: Questi biscotti come si chiamano e come si fanno?
E’ una ricetta vecchia che ha sempre fatto mia madre. Non uso la dose, uso l’ammoniaca per  dolci 30 g, mezzo chilo di farina, un bicchiere di latte e circa un etto di grasso di maiale o l’olio di semi, una spremuta di limone e una grattugiata di limone. Era una cosa che si faceva a carnevale. Noi abbiam sempre mangiato insieme perché in casa eravamo 9, 4 fratelli, mio padre e mia madre, uno zio e i nonni. Mia mamma una volta dice:  adesso dividiamo i biscotti perché io ne voglio mangiare un po’ ma adesso subito non mi vanno. Allora dice a mio zio Serafino di mettere via i biscotti per lei. Dopo 10 giorni lei dice a Serafino di andare a prendere i suoi biscotti e lui cercava di svignarsela perché li aveva mangiati e lei è rimasta con un palmo di naso.
Poi si faceva la ciambella con l’uvetta, la pagnotta a Misano si usava poco, la ciambella si usava a Pasqua e a carnevale.
Un’altra ricetta sono i garganelli all’onda dl mare. Si fanno col prezzemolo, pochissimo aglio, un pochino di cipolla, si soffrigge, poi ci vanno i gamberetti interi e i peperoni tagliati a quadrettino piccolissimi verdi, gialli e rossi, cuoci i garganelli ma li puoi fare anche con le pennette, gli metti questo sugo sopra e gli metti un pochino di panna.
 C’è la tortina con le viole selvatiche, oppure le rose. Il procedimento è questo: ci sono 3 etti di farina, 2 uova e 2 etti di zucchero e un etto di olio o grasso o margarina e fai l’impasto e lo stendi e lo cuoci così senza niente, poi quand’è cotta si spalma la marmellata di ciliegia o pesca e i fiori, prima di preparare l’impasto, li metti in un piatto con acqua e zucchero che si ammorbidiscono, li stendi sulla marmellata e gli fai la gelatina.
 C’è la mimosa, fai il pan di spagna, lo apri e gli metti la crema, taglia adadini piccolissimi l’ananas, lo metti sulla crema, poi coi dadini piccolissimi di pan di spagana rullati nelle mani, lo metti sopra come fosse la mimosa.
C’è un dolce che nessuno sa: le cose che rimangono, pezzi di panettone, di ciambella, un pezzo di quello, un pezzo di quell’altro, si raccoglie tutto, si frulla, si mette la crema, si fa la panna e sotto gli metti un pochino di cioccolata.
Io ho un’esigenza che se viene detta mi farebbe molto piacere. Han fatto bene a fare tutti i lavori qui, a me va bene tutto, ma con tutto quello che hanno fatto, non c’è un punto, un posticino dove aspettare il pullman se piove.