L'Esperienza negli Oggetti
Barco

Negli oggetti: IL BARCO
Dalle parole di Corrado Bianchi, Luisa Siviero, Severino Guccioni e Virginia, 15 marzo 2005
Pianventena (San Giovanni in Marignano)

 

CORRADO - A proposito di trebbiatura, e’ Bérc, il barco, era la mucchia di tutti i covoni delle spighe messi nell’aia. Poi quando arrivava la macchina c’è chi andava sopra il barco e buttava giù i covoni dentro alla macchina trebbiatrice, chi dalla macchina cercava di incanalarlo nel suo imbuto dove veniva macinato poi dopo c’era il separatore che buttava fuori il grano e di qua la paglia e la pula e sotto c’erano altri operai che prendevano il grano da una parte e lo insaccavano. Lo portavano via a quintali eh, sulle spalle e lo portavano su nei granai del padrone di casa, su per quelle scale!!!
VIRGINIA - Cosa si mangiava quando alla fine del lavoro pranzavate?
SEVERINO - Il pranzo matrimoniale di allora non era da paragonare a quello che ci preparavano i contadini!
CORRADO - Dicevo pure, erano momenti di miseria quindi quando c’erano queste occasioni di scambi di lavori tra contadini, il contadino che dava il lavoro dopo organizzava da mangiare.
VIRGINIA - Cosa?
SEVERINO - Al mattino chi lo voleva c’era il caffè e il latte con la ciambella. Nelle Marche eh, io parlo sempre delle Marche, in Romagna non ti davano da mangiare!…No no …ma io te lo dico sinceramente! Pensa che a me addirittura è successo nel 66, in Romagna, d’estate ho fatto la trebbiatura, addirittura c’hanno tolto la carrucola al pozzo dove si andava a prendere l’acqua per bere. Non dico altro perché quella gente ancora qualcuno è vivo, allora far nomi non mi piace.
Sì, la trebbiatura da noi nelle Marche era una festa! A mezzogiorno c’erano le lasagne al forno, le tagliatelle, quelle che riempiono le budella! La pasticciata che da noi era una vera specialità!
CORRADO - C’erano anche delle grosse pentole di oca con le patate.
LUISA - A Zurigo , in Svizzera, degli italiani ammazzavano i cigni del lago : li avevano presi e messi sotto la neve, ammazzati per mangiarli.
SEVERINO - E io a Losanna volevo prendere dei merli! Allora mi è venuto in mete che da noi quando faceva la neve , con due mattoni, si metteva un mattone così con uno stecchino in bilico che teneva su l’altro e qui ci si metteva qualcosa da mangiare. Allora quando l’animale andava lì sotto tiravo un pochino e…puf! Con lo stecchino senza filo! E allora ho visto che c’era una donna che guardava
( io avevo seminato anche li vicino un po’ di prezzemolo, qualcosina insomma, e allora sta donna ha chiamato la polizia. Dopo un quarto d’ora arrivano Gli ho detto “ Cosa succede?” E loro : “ Cosa sta facendo qui?” Dico : “ Sto lavorando il podere, sto mettendo giù delle cose per la casa.” E lui : “ Quelli là cosa sono?”  “ Dei mattoni!” dico io  “E perché sono lì? Attenzione eh! Sappiamo che voi italiani siete appassionati della caccia e qui ci sono gli animali, attenzione perché vi prendiamo e vi mandiamo a casa.”
LUISA - Sì, quelli dei cigni li han mandati a casa.
SEVERINO - Anche la raccolta delle lumache, che loro hanno delle lumacone che sono così no, solo che chi le mangiava doveva andarle a raccogliere di nascosto!
CORRADO - Fino a 15 20 anni fa le lumache si trovavano anche qui, nei rovi, nei fossi ma adesso non ci sono più.
SEVERINO - Ancora ci sono in campagna, a me m’hanno mangiato l’insalata!
CORRADO - Sai che se nell’orto hai problemi di lumache che ti mangiano l’insalata, senza usare quei prodotti chimici, usa la cenere. Mettila intorno all’insalata, la lumaca sulla cenere scivola, non riesce a camminare.
SEVERINO - A me la caccia piaceva, se trovavi un animale che potevi sparare…bon se lo prendevi bene se no …ciao. A’ fém come i tedeschi : Soldato che scappa è buono per un’altra volta!” e così.
VIRGINIA - Quindi andavi a caccia da giovane.
SEVERINO - Sì, sì, li facevamo da noi i fuciletti, una roba da ridere, la canna era quella che si usava per dar l’acqua alle viti, in ottone, poi dietro si faceva un buco, si metteva un perno interno e un buco sopra, un pezzettino di tavola, si mandava giù qualcosa poi uno stava così col fucile e l’altro con un fiammifero…i pallini cadevano lì! Era una roba!Ci divertivamo, non era perché era caccia. Dopo sposato sono riuscito a comprare un fucile che ancora ce l’ho. Sono andato, che m’hanno portato, nelle riserve, gente anche abbastanza importante…ho avuto occasione col presidente del Tribunale di Rimini. Il I° ano abbiamo fatto conoscenza, si parlava del più e del meno,  il II° anno che ci siamo ritrovati di nuovo su quella riserva a Lunano, lui ha chiesto di me, ci siam visti, una stretta di mano, tutta la giornata ha voluto stare con me. Si rideva e si scherzava.