| San Giovanni in Marignano |
Condivisa nella Scuola Elementare di SAN GIOVANNI IN MARIGNANO, classe 3a A Assieme al testimone Silvio Fedeli e a Virginia. Responsabile: Prof.ssa Moro Proiezione documentario video e dibattito, 25 ottobre 2006 SILVIO - Siccome io faccio parte degli uomini anziani, ormai sto compiendo 82 anni fra poco, e quindi quella vita l’ho vissuta, se avete in proposito, in base a questo qualche domanda da farmi, io cerco nel limite delle mie possibilità di dare una risposta. VIRGINIA - Dai proviamoci, una domanda qualsiasi! Dai! Una ragazza, che di solito le donne sono più…qualcosa gli viene dai..di qualsiasi cosa, dai…non è un interrogazione, non è un momento…è proprio…proviamo, no? SILVIO - Non è che io do sufficiente oppure meno o poco…! VIRGINIA - Ecco, Silvio è qua molto gentile, anzi gli ho fatto fare orari insomma anche un po’ diversi.. SILVIO - Io vi ho portato un attestato, una pagella di 72 aa fa, quando anch’io in questi banchi venivo a scuola.. VIRGINIA - Ecco dopo poi gli fai vedere la sorpresa.. ROSA (Alunna) - Ha fatto la guerra? VIRGINIA - Hai fatto la guerra Silvio?, chiede Rosa.. SILVIO - Una volta, prima di andare via ai militari, si faceva il premilitare davanti al monumento, io venivo a San Giovanni, no..Cos’era quello? Era una preparazione prima di essere chiamato ai militari. Io essendo del 1925 non ho fatto la guerra, però eravamo già stati visitati per partire, poi nel settembre del 43’ venne l’armistizio e quindi io non ho fatto la guerra, è per questo motivo io ho degli amici del 1924, un anno prima di me che sono andati a finire anche in Germania, a patire la fame…e alcuni sono morti…quindi io fortunatamente sono stato un po’ partigiano, perché dopo nella Repubblica di Salò, non so se voi la studiate a scuola, avevano messo su dei manifesti che dovevamo andare via, perché siccome noi avevamo già avuto la visita medica militare, il colonnello di Forlì, che quella volta non c’era la provincia a Rimini, ma a Forlì, c’aveva già dato istruzioni di tenerci pronti per partire, poi venne l’armistizio l’ 8 settembre 43’ si sfasciò l’esercito, nasce la Repubblica di Salò…. PROF.SSA MORO - ...che è stato un tentativo da parte di Mussolini e i fascisti di rimettere in piedi quello che stava finendo.. ecco, purtroppo è un periodo della storia che loro studiano un po’ avanti.. SILVIO - Io mi ricordo che quella volta, io credo che alcuni di voi andrete a mangiare una pizza ai Girasoli, siete andati mai con i genitori?…Ecco io abitavo sopra i Girasoli, ma quando venivo a scuola venivo a piedi qui in piazza Silvagni, dove c’è il circolo, quella volta non c’era il pulmino, e ritornando indietro per la guerra quando si veniva in paese, si veniva a piedi, e un giorno mi ritrovai che mi cercavano i carabinieri per portarmi via nei militari…purtroppo quei carabinieri, con la guardia municipale, quella volta ce n’era una sola a San Giovanni, gli ho chiesto se per favore mi potevano mandare a casa a prendere dei vestiti, perché ero venuto in paese, perché i miei fratelli maggiori erano tutti in guerra, ed io ero rimasto solo a lavorare il terreno a casa. Mi mandarono a casa, ebbe la bontà un brigadiere..”Allora vai a casa e ti spettiamo in caserma”. Io sono andato a casa, però non sono andato via, mi sono dato disertore nei campi, così era la vita di quella volta, poi è venuto che piano piano la guerra avanzava, il fronte avanzava e quindi sono rimasto a casa. Dopo il fronte mi mandarono subito la cartolina, di andare via nei militari, perché noi avevamo avuto già la visita militare, e quindi siamo stati i primi, dopo la guerra, ad essere poi richiamati, ma giacché la guerra aveva distrutto l’Italia, le città, Rimini ha la medaglia d’oro per i bombardamenti che ha avuto, con poco si rimaneva a casa, per questo ho trovato una scusa e il militare non l’ ho fatto, però ho conosciuto bene i sacrifici di quella volta, la guerra, fratelli che non scrivevano, genitori vecchi…e la vita quella volta era così, quindi miseria, ripeto, e quando venivo a scuola venivo a piedi a San Giovanni in M. …quella volta era così la vita….però ragazzi vi devo dire una cosa…io mi auguro che voi siete tutti bravi e intelligenti, a me mi dispiace solo che quella volta i soldi non c’erano, io ho fatto le classi inferiori, c’ ho portato una pagella del 1933….Io volevo studiare…oggi noi dal governo siamo considerati analfabeti ….perché abbiamo l’istruzione del grado inferiore…ed è per questo che mi raccomando …studiate ragazzi!, che a me mi dispiace. Io ho girato il mondo, sono stato fra la gente che ha studiato più di me…ad esempio Giuseppe Barilari, il preside delle scuole che adesso è in pensione, è un carissimo amico, c’ ho tanti ingegneri, architetti, Rodolfo Pasini, quello che ha fatto il cimitero a San Giovanni, è venuto tante volte a casa mia, solo che io mi trovo in difficoltà, perché non avendo lo studio, non avendo le capacità in testa mia vedo tante cose però non mi so esprimere, proprio perché l’educazione e la scuola è quella che è, cerco di fare del mio meglio… VIRGINIA - Voi che potete, fatelo, eh?! SILVIO - Andiamo avanti, mi raccomando ragazzi studiate, che lo studio è bello! VIRGINIA - Gliela facciamo vedere Silvio quella pagella ….questo è un reperto storico, eh!, Ecco fate molta attenzione mi raccomando, perché insomma… PROF.SSA MORO - Di solito alla fine della terza, distribuisco sempre fotocopie di sussidiari, che venivano utilizzati. Nel primo triennio, in cui sono passata da sostegno a lettere c’era un alunno in classe con un nonno, che aveva conservato tutta questa roba…. SILVIO - Qui voi trovate che io sono nato il 31 dicembre 1924, sta scritto, però a tutti gli effetti io sono nato il 1 gennaio 1925, e allora per andare... MAURA (Volontaria) - Volevo chiedere una cosa ………rispetto anche ai legami di coppia che si stabiliscono oggi, ecco io per esempio ho 28 anni, c’è la convivenza, c’è il fidanzamento, 1, 2, 3, 10, 20, 30 morosi, poi ci si sposa forse, può darsi, non si sa…quindi è una cosa abbastanza “free”, molto libera insomma…invece quella volta come funzionava? C’era il fidanzamento lungo, poi ci si sposava? SILVIO - Quella volta io sono stato fidanzato per 2 aa, andavano a ballare, mi piaceva ballare, quella volta, però veniva la mamma di dietro, e quando la mamma gli diceva alla figlia “E’ ora di andare”, bisognava andare a casa, poi…. PROF.SSA MORO - Non si telefonava dicendo non vengo, etc SILVIO - Io mi ricordo, oggi è cambiato tutto, ma è bene che la gente lo sappia…una volta, quando ero ragazzino, cominciavo ad andare a Cattolica, al mare…se una ragazza era stata fidanzata con uno un anno o due anni o anche tre anni, aveva difficoltà a ritrovare il moroso..era bollata in sostanza, quindi quella volta le cose erano così….noi anziani diciamo che quella vota era troppo ristretta, adesso però ci sono le maglie troppo larghe …..io lo dico tante volte, adesso si divorzia come niente, come fosse un pezzo di pane, ma io conosco tanti amici, compresi due nipoti miei divorziati, credendo di trovare una felicità…non è così…, ricordatevi non è così, non è che divorziando con uno io ne trovo uno o decine sperando di stare meglio con l’altro, perché il bene e il male c’è sia da una parte che dall’altra, allora noi quella volta ci sopportavamo, magari qualche litigio, chi è che in una coppia non c’è qualche litigio, però ci sopportiamo a vicenda... SILVIO - "Quando comandava il re si mangiava un pollo in tre, quando si salutava alla romana", al tempo del Mussolini, "si mangiava un pollo alla settimana", perché io me lo ricordo il '32, il '33, sono stati gli anni più critici, la miseria più nera in Italia, non c’era un soldo e quindi, io mi attengo alla barzelletta, ecco perché quando si salutava alla romana si mangiava un pollo alla settimana, "quando si è cominciato con ‘Sia lodato Gesù Cristo’, il pollo non si è più visto", perché andiamo anche in un’altra politica, no, perché noi abbiamo avuto per 30-40 anni ha comandato sempre la DC, "quando sono arrivati i garofani rossi, sono spariti pure gli ossi, adesso che comanda Prodi e i figli di Togliatti si sono rotti tutti i piatti". VIRGINIA - Era una storia che girava parecchio nell’ambiente... e invece quest’altra dicevi Silvio? SILVIO - Questa è la storia dei contadini come vivevano una volta … VIRGINIA - Anche perché una volta l’ Italia era contadina. SILVIO - "Noi siam contadini con grande entusiasmo, veniam da lontano con grande coraggio, di lavorare nell’agricoltura, a coltivare collina e pianura, abbiamo passione a stare sulla terra, vorremo vederla più fertile e bella, per aumentare la produzione, per il fabbisogno della nazione, non siano più fatte leggi bastarde, che battino sempre noi nelle gambe, siamo perfetti lavoratori, uguale agli altri vogliam la pensione", perché una volta sulla terra, quando eravamo contadini, non è come adesso l’operaio va in fabbrica, gli mettono le marchette, quindi quando è la sua ora va in pensione, e io su questo voglio dire che prendo la minima di pensione, proprio perché ho lavorato la terra fino a 33 aa, poi sono andato a fare l’operaio edile e nel 50’ le marchine ne mettevano ben poche, e quindi quando l’INPS mi ha mandato il conto delle mie marchette, sono arrivato appena alla minima 500 euro e basta. "Non sia più detto che poco si paga, lavoratori uguali agli altri vogliam la pensione, non sia più detto che poco si paga, perciò la pensione l’abbiamo si magra", la pensione dei coltivatori diretti è ancora più magra della mia perché la mia moglie che prende quella dei coltivatori diretti prende 425 euro. "Invece è da tempo che tanto paghiamo, con soldi e sudore e calli alla mano, senza orario e senza sirena, noi lavoriamo dal mattino alla sera,neppure ci spetta le ferie annuale, al sole di agosto si sta a lavorare, la tredicesima, il mese doppio, neppure quello ci spetta sul conto, se avverso il destino e doverci ammalare, nessuno ci paga, dobbiamo pagare ", l’ha scritta Silvano Alleni. PROF.SSA MORO - E’ un ‘esperienza che secondo voi, va messa a disposizione delle altre classi? Delle altre terze, magari anche delle seconde? Cosa dite voi? ALUNNI - Sì! VIRGINIA - Voi alcune cose di quelle che hanno raccontato, tipo avete nonni che vi raccontano i mestieri? ALUNNO X - Sì…il mio nonno dice sempre una volta non era così… [Un alunno riconosce un suo vicino di casa.] VIRGINIA - E’ anche bello se qualcuno riconosce qualcuno nel filmato proiettato… in ogni caso voi siete stato bravissimi! PROF.SSA MORO - Io direi, non perché usa farlo, ma un applauso lo facciamo , eh? [Tutti applaudono.] VIRGINIA - Adesso noi possiamo dire un ciao a Silvio e poi ce ne andiamo.. SILVIO - Io vi voglio lasciare con una speranza: Che continuate studiare, che siate bravi, date retta ai vostri genitori, perché io a 82 anni non ho mai bisticciato con nessuno, se mi credete, però il mondo l’ ho sempre preso bene, sono stato bene, sono contento, c’ ho molti anni, è importante anche per voi di essere sempre amici, non andare ad immischiarsi in tante cose, oggi ad esempio c’è la droga, c’è tante cose, quindi fate bene attenzione, perché io conosco dei ragazzi che hanno rovinato proprio le loro famiglie, quindi stare attento a tutte queste cose e comportarsi bene, vedrete che avrete un domani bello, voi, per le vostre famiglie e per tutti! VIRGINIA - La cosa che hai detto è che alla fine della tua vita fai un bilancio di felicità, ed io penso che questo sia il messaggio più grande… SILVIO - Il bilancio di felicità si fa se nella vita si è eretti, si ascoltano i genitori, se non si prendono le strade cattive, allora la vita diventa una vita felice, serena… VIRGINIA - Guarda che c’è un ‘ultima domanda e poi leviamo le tende. ALUNNO Y - Quando te eri giovane, esistevano dei ragazzi che si drogavano? SILVIO - No, no, quella volta la droga non c’era, perché voglio dire a tutti che la droga è venuta fuori quando è venuto fuori il benessere. Quella volta quando facevamo una piccola veglia da ballo nelle case dei contadini e a casa mia molto spesso, c’avevamo una casa grande, colonica, bisognava risparmiare prima un po’ di domeniche di non andar via, di non spendere un soldo, perché quando si organizzava una veglia da ballo c’era sempre un po’ di spesa, a volte si mangiava a mezzanotte, si faceva fino alla mattina, però con le ragazze c’ era la mamma, quindi non è come adesso….. ALUNNO Y - Fumava? SILVIO - Sì, quella volta si facevano le sigarette con il granoturco... non si andava dal tabaccaio... |
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Condivisa nella Scuola Elementare "Colombo" di MISANO ADRIATICO, classi 4a A e 4a C Assieme al testimone Franco Fantini, a Davide e a Virginia Proiezione documentario video e dibattito, 8 novembre 2006 BAMBINO 1 - Perché hanno detto che i bambini piangevano, avevano le lacrime agli occhi? DAVIDE - No, ci sono due episodi…ce n’è uno che c’erano i bambini che mangiavano in mensa perché avevano la divisa per scelta, mentre quelli che non ce l’avevano non potevano mangiare e quindi arrivavano a casa con la fame e poi invece c’è quell’altro episodio di quel signore che racconta che quando era militare avevano pochissimo da mangiare, però nella casa del colonnello c’era un ‘aia con i polli e le galline che mangiavano i maccheroni, quindi loro le guardavano con le lacrime agli occhi perché avevano fame. VIRGINIA - Loro avevano fame…dicevano..” avrei dato di morso anche alla camicia…una volta tornato a casa”..Franco ci vuoi dire.. FRANCO - Queste qui sono tutti attrezzi e usanze contadine, che si usavano una volta, queste sono tutte fatte da me…adesso non saranno perfette, ma io ne ho un sacco di queste cose. …questa qui è la stalla dove si tenevano le mucche d’estate perché qui c’era l’ombra, era fresco, gli si metteva da mangiare li dietro…mangiavano lì, poi volendo c’era un recinto, uscivano fuori….questa invece è la stalla dei maiali che anche qui si dava da mangiare …granoturco, fave, ghiande, e anche qui era per l’estate, era fresco, c’era l’ombra, mangiavano e dormivano sempre nella stessa stalla, coperta con delle cose così rimediate in campagna…e quella era la sua vita. Questo è il pagliale del fieno, che si tagliava l’erba poi si faceva secca, poi dopo si portava a casa con quel carro là, così più o meno si faceva il pagliaio….questo serviva perché una volta non c’era la televisione per vedere le previsioni del tempo, da che parte veniva la burrasca, allora questa stava sempre verso dove veniva la burrasca, si orientava in base a dove il vento veniva, così si sapeva se c’e il tempo bello o il tempo brutto. Questo qui serviva perché quando si faceva il pagliaio…con ste forche qui si buttava su il fieno però non ci si arrivava in alto , allora uno si metteva in piedi qui e da qui si faceva tipo un passa-mano si buttava su, si arrivava in alto…questi invece sono tutti gli attrezzi che si usavano in campagna: questa è la frusta che la conoscete tutti, che si usava per i cavalli o per le mucche, questa è la forca a 4 denti, poi c’è da 3, poi c’è da 2, questa è di legno da tre, questa è da 2, questa qui anche questa è da due è più lunga e si usava per buttar su la paglia su pagliaio, e questa si faceva molto più lunga, si tagliavano dei rami in campagna, poi si piegavano finché erano freschi, una volta che si erano seccati restavano così, questa è la falce che si usava per tagliare il grano, questa è la falce da miete, invece questa serve per tagliare l’erba e le sterpaglie, questo è i rastrello che penso che lo conoscete tutti, questa è una scopa che si faceva con dei rami di erba che si trovavano in giro, questa qui invece era la scopa che si usava per scopare in casa, perché a qui tempi non c’era l’aspirapolvere si usava questa scopa qui che si faceva con i prodotti della campagna, questo qui era lo stoppino che si usava quando si faceva il pane, questa è la falce per tagliare l’erba alle mucche, questo qui è un bastone che io appena, appena me lo ricordo, per sgranare il grano, i fagioli, i ceci, si batteva per terra con questo affare qui e si batteva si batteva fino a sgranare i cereali, questa è l’incudine che avete visto nel filmato quella signora che batteva la falce col martello questo qui, si batteva questa qui per attivarla perché a forza di usarla non era più tagliente, e poi dopo gli si passava questa pietra questa per affilarla come un rasoio, questo sarebbe il martello da battere sopra l’incudine, questa sarebbe l’accetta piccolina, questa l’accetta grande per spaccar la legna, questo il piccone, questa è una mazza che si usava per spaccar la legna, la zappa e la vanga, questi sono un a parte di attrezzi che usavano i contadini per lavorare la terra, questa è la cadassa di legna, che si andava d’inverno nei fiumi, poi si portava a casa, poi si metteva lì per l’anno dopo perché si doveva seccare…si facevano delle cadasse così di modo che per ‘anno dopo era già pronta.., questo qui invece si chiama l’estirpatore, e questo lo usava il contadino quando arava la terra, dopo venivano fuori delle zolle, cioè dei blocchi di terra grossi, allora di sti tempi qui, prima di seminare i grano, bisognava passare con sto affare, passando così la terra si muoveva e si sgranavano delle zolle, si faceva diventare il terreno fine, per poi passare con la seminatrice e seminare, questo qui era trainato dalle mucche, che tiravano da dietro con le briglie come i cavalli, questo strisciava per terra e muoveva il terreno, questo qui è un …di fieno, che adesso io l’ ho bloccato così, ma e’ tutto funzionante, c’erano le ruote, qua c’è per tirare le funi, e si portava a casa il fieno e anche l’erba, il grano con sti mezzi qui. BAMBINO 1 (ANTONIO) - Che cos’è questa qui? FRANCO - Questo qui è un fucile, questo qui è un ramo di legno flessibile che si metteva…dentro lì c’è un buco, si metteva lì dentro, poi si poi si prendeva un pezzettino di canna che andasse qui dentro più piccolino e poi dopo si mandava su questo qui, spingeva avanti la cartuccia, praticamente era un fucile rudimentale che ai tempi antichi erano questi i fucili..tipo cerbottana…questo qui mettendoci una matita o qualcosa …..(il sig. Fedeli da una dimostrazione del funzionamento dell’arnese avvalendosi di una matita)…… BAMBINO 2 (FEDERICO) - Quella specie di cerbottana quando te spingevi più forte andava più lontano? FRANCO - No, questo tipo di fucile qui non mandava la cartuccia più lontana, no perché arriva lì, esce, la forza gliela dà se i bastone era più grosso…allora era più piegato, spingeva più forte quando spingeva da questo buco qui… PROF.SSA - Chi l'ha inventato questo arnese qui? VIRGINIA - Questo non lo sapremo mai più! FRANCO - C’era addirittura un tipo che si faceva con la canna di bambù, poi si metteva dentro un ghianda, oppure un osso di oliva, e poi se spingevi così, come una pompa, quello partiva perché gli si formava dentro una pressione d’aria… BAMBINO 3 (MATTIA) - Ma dove si trova quel bastone che serviva per fare quell’arnese? FRANCO - Quelli sono bastoni che si fanno venire dall’estero, non è che si trovano qui…si trovano anche in campagna, ma bisogna conoscere quelli adatti che si piegano, altrimenti si rompono. BAMBINO 4 (ALBERTO) - Come si facevano a fare le ceste? FRANCO - E quelle si fanno ..io le faccio anche a casa…bisogna prendere delle canne si spaccano, e poi si forma prima il fondo…hai visto quando piegavo il fondo?!, e poi si mette su dei rami di vimini e poi li si tesse intorno alla canna spaccata…se ce l’ hai il tuo nonno si ricorda…li avrà anche fatti. VIRGINIA - Quante cose si facevano a mano, noi non saremmo più capaci…. BAMBINO 5 (DAVIDE) - Ma come faceva l’incudine nella terra a non sfondare più di tanto? FRANCO - Si piantava in un tronco di legno in modo che non s’impiantasse nella terra. BAMBINO 6 (ANDREA) - Il mio nonno ha un cesto che l’ ha fatto il mio bisnonno! VIRGINIA - Oh vedi, che troviamo.. FRANCO - Ah, vedi, quelli sono storici, bisogna tenerle a conto quelle cose…. BAMBINO 7 - Che fine ha fatto il fratello di quella signora che raccontava del fratello in Russia? VIRGINIA - Purtroppo non l’ hanno trovato più…quello che succedeva è che qualcuno non riusciva più a tornare a casa da là… BAMBINO 8 (SIMONE) - Il mio bisnonno aveva costruito una sedia e cinque cesti! BAMBINO 9 (GIOVANNI) - Ma come si faceva a costruire …? VIRGINIA - Bisogna avere le mani d’oro… FRANCO - Ci vuole un po’ di pazienza….tempo…io gli ho costruiti perché gli ho usati tutti, i miei erano contadini fino a dieci anni fa eravamo contadini, loro, perché adesso non ci sono più. Io andavo a lavorare con i muratori quando avevo 14 anni, e alla sera si tornava d’estate alle 4/4,30, e in campagna c’erano ancora da fare dieci ore di lavoro e allora dovevo attaccare le mucche, tagliare l’erba, portarla casa. PROF.SSA - Lei alla sua età non andava a scuola? FRANCO - Al mattino andavo a scuola, e il pomeriggio andavo a lavorare in campagna con i miei… PROF.SSA - E i compiti li faceva? FRANCO - Sì, giusto un ‘oretta, poi via a lavorare, oppure a volte si facevano la sera…dopo non è che si andava a giocare a pallone, niente, a quei tempi si andava solo a scuola e a lavorare. BAMBINA 10 (FRANCESCA) - C’era la discoteca? [Riferendosi al filmato] VIRGINIA - Lì facciamo rispondere al regista del documentario… sembravano scene della discoteca……. DAVIDE - C’era la discoteca, perché c’erano quei signori che raccontavano di quando andavano a ballare quella volta con la moto intorno agli anni 50’ e 60’ e allora quando andavano a ballare una volta andavano nelle balere, e invece i ragazzi di oggi vanno nella discoteca, no? E’ un po’ diverso ma insomma. BAMBINA 11 - Quando ti davano da fare i compiti, la sera, avevi voglia? FRANCO - Se non facevi in tempo di giorno, li facevi di sera…perché a quei tempi le punizioni erano severe a scuola…si parlava di andare dietro la lavagna in ginocchio sopra i sassolini… PROF.SSA - Bisogna spiegare che una volta le lavagne non erano appese.. FRANCO - Erano appoggiate tipo su un cavalletto….venivamo puniti se avevamo le unghie sporche o il grembiule sporco o in disordine, e io avevo la cartella, noi eravamo contadini, ma non è che c’era la ricchezza, il falegname me l’aveva fatta di legno; e quando delle volte per andar a casa, che io andavo a scuola a 10 chilometri da casa … PROF.SSA - Andava con il Pullman? FRANCO - Due Pullman!…..Quando uscivo da scuola, a far dieci chilometri, io avrei sbranato la gamegna, la fame era tremenda, delle volta correvo per arrivare a casa, e sta cartella correndo delle volte si rompeva la cintura, cadeva per terra si spaccava perché era un legno di scarto, non era robusta. Per andare a scuola dovevo fare il cambio delle scarpe perché c’era da passare attraverso i campi… PROF.SSA - Per intenderci bimbi, dieci chilometri corrisponde alla distanza dalla nostra scuola a Belvedere, e lui li doveva fare a piedi… BAMBINA 12 - Chi è l’ autore di questo film? VIRGINIA - Il regista è quel signore là [indicando Davide]…gli attori sono tutti veri.. BAMBINO 13 - Mio nonno c’aveva una scopa che l’aveva fatta il suo papà! BAMBINO 14 - Perché la legna si doveva seccare? FRANCO - Perché quando si taglia la legna è verde, non brucia, perché c’ ha l’acqua dentro, allora si lascia lì tutta l’estate si asciuga l’acqua, si secca, si brucia bene o se non quando non è secca fa fumo e non scalda. BAMBINA 14 - Dove andavo io a scuola, i maestri avevano il bastone e quando sbagliavi… PROF.SSA - Cioè lei è arrivata da noi a metà seconda, dove ha fatto la scuola fino a metà della seconda ancora usavano queste punizioni… VIRGINIA - Come una volta si faceva qua da noi.. BAMBINO 15 (FEDERICO) - I suoi genitori quando sono morti? FRANCO - Mia mamma è morta due anni fa, mio babbo è morto 33 anni fa, io avevo 33 anni quando è morto, però mi ha insegnato tante cose. Una volta mio babbo mi ha detto ‘vieni a casa alle 2 che mi serve la bicicletta’, io ho tardato un’ora a portargli la bicicletta, me l’ ha fatta portare a piedi, dieci chilometri a piedi, io davanti e lui dietro, per punizione; quando mi chiamava mi fischiava, io da lontano sentivo il suo fischio, io quando lo sentivo lasciavo tutto e andavo correndo perché era severo, e io queste cose le ho insegnate anche ai miei figli, ma adesso mi ringraziano, perché io gli davo degli orari. Una volta mio figlio, si parla di dieci anni fa, ha preso il motorino a sua sorella ed è andato a correre sulla spiaggia, sulla sabbia, è tornato a casa era tutto impastato di sabbia, non è andato più, perché gliel’ ho data la lezione, l’ ho mandato a letto senza cena e per una settimana non è più uscito… BAMBINO 16 - Esistevano gli aerei? FRANCO - Sì, ma non erano come adesso…… PROF.SSA - Complimenti per il racconto! |
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Condivisa nella Scuola Elementare "Colombo" di MISANO ADRIATICO, classi 4a e 5a Assieme ai testimoni Guido e Tonino Bernardi, oltre a Davide, Giorgia e Virginia Proiezione documentario video e dibattito, 9 novembre 2006 BAMBINO 1 (Marco) - Mi è piaciuto l’attrezzo per riparare il piatto! PROF.SSA - Sai che cosa stava facendo lì? Stava facendo vedere come una volta si riparavano i piatti, cioè i piatti rotti non si buttavano via come facciamo noi adesso, ma siccome non c’erano molti denari si riparava tutto, allora con quel sistema si facevano dei fori e poi con un filo di ferro si tenevano insieme i pezzi, e così poi si mangiava anche nel piatto aggiustato. BAMBINO 2 (Aurelio) - A me mi sono piaciute le canzoni, mi hanno fatto anche ridere.. PROF.SSA - Ne conoscevate qualcuna di quelle canzoni che cantavano? Le avevate mai sentite. Chi aveva sentito qualche canzone, quale canzone aveva già sentito? BAMBINO - Quella con la fisarmonica… PROF.SSA - Ma te l’ ha cantata qualche tuo nonno? Dove l’ hai sentita? BAMBINO 2 - Ho il CD. PROF.SSA - Ah, hai il Cd a casa!? Sono tutte canzoni popolari che appartengono al repertorio popolare di questa regione, di queste parti che nelle feste dove i nostri nonni vanno a ballare e si divertono come i mattacchioni, fanno un sacco di attività e allora se qualcuno di voi ha la fortuna di avere ancora qualche nonno, magari secondo me sarebbe interessante. Io per esempio di nonni non ne ho più, però adesso che vedo questo film mi piacerebbe, se avessi qualche nonno vivo, chiedergli di cantarmi qualche canzone, qualche filastrocca, perché così me le ricorderei, perché tante di queste canzoni e di queste storie, quando loro non ci saranno più non se le ricorderà più nessuno, ed è un peccato perché sono veramente parte della storia di un paese di una città. VIRGINIA - Poi avete sentito quelle sulla guerra com’erano lunghe?, poi noi abbiamo dovuto…., però erano proprio storie, duravano tantissimo, e poi io sono rimasta stupita anche dalla memoria… PROF.SSA - Quando ci mettete voi a ricordare una poesia? TUTTI - Poco! PROF.SSA - Questi nonni, dopo 50-60 anni ancora si ricordano ancora molto bene, per esempio, le parole che diceva Mussolini, le parole che dicevano quando erano al servizio militare. Chi è Mussolini? Mussolini è stato un politico italiano, che ha creato un movimento che nella memoria di queste persone è rimasto molto forte perché coincide con il periodo della guerra, e quindi molti di loro….Io credo che nel filmato ci siano tante cose da rivedere e sulle quali si possano…. BAMBINO 2 (Michele) - Gli orologi del passato non avevano la batteria ancora? VIRGINIA - Non proprio…. PROF.SSA - Avevano un sistema meccanico VIRGINIA - Noi poi di tutta questa cosa abbiamo fatto un sito, che è stato appena terminato…., dove troverete molte delle curiosità che avete, tipo a che cosa servivano certi attrezzi, etc. BAMBINA 3 (Sara) - Ma quanto tempo ci voleva a fare quella cesta? DAVIDE - Non l’ha fatta tutta in una volta, l’ha fatta a pezzi e poi ha fatto vedere l’evoluzione. Ci volevano uno, due giorni, dipendeva da quanto la cesta era grande.. VIRGINIA - E pensa che lui l’altro giorno aveva detto che non era venuta perfetta, pensa un po’…e talmente tanto abituato a lavorare con le sue mani, che tra l’altro fa delle cose bellissime, e non era soddisfatto perché avrebbe potuto fare meglio, questo l’ha detto lui! E ci vuole anche forza, perché incastrare tutto.. PROF.SSA - In più deve essere seccato tutto al punto giusto, né troppo né poco, perché o se no si spezza, cioè se voi provate a fare una cesta con un ramo troppo secco si spezza…come un tutte le cose ci vuole l’esperienza e la pratica. BAMBINA 4 (Valentina) - La mia nonna faceva le lasagne, la mia mamma le fa uguali… VIRGINIA - Viene una fame!, lì loro erano nel centro, a San Giovani in Marignano, dove si ritrovano, e fanno spesso queste cose, addirittura fanno proprio dei corsi di cucina, dove insegnano, ed è bellissimo vederli lì uomini e donne, sono di un bravo! BAMBINA 5 (Francesca) - Anche mio nonno sa farle quelle ceste. VIRGINIA - Anche il tuo nonno! PROF.SSA - Di dov’è il tuo nonno? BAMBINA 5 (Francesca) - Di Misano. PROF.SSA - Di Misano? E allora magari si conoscono! E tu hai provato a farla la cesta? BAMBINA 5 (Francesca) - No… VIRGINIA - Approfittane.. un giorno via lì e gli dici ‘guarda ho visto una cosa …che ne diresti di fare una cesta con me?’, perché noi cominciamo ad essere un po’ disabituati a lavorare con le mani, giusto?, invece sarebbe bello sapere fare le cose.. BAMBINO 6 - Cos’è quel falcetto? VIRGINIA - Erano tutte cose fatte a mano e che ancora oggi in qualche casa si vede, almeno come reperto, mia mamma ce l’ha! PROF.SSA - Avete visto quella signora anziana, che ha quasi più di 90 anni, lei ha tutti questi attrezzi suoi che lei usava e usa ancora qualche volta nei campi suoi, e quel falcetto che tu chiedevi, e che lei martellava lo faceva per tenerlo sempre in forma, e molte persone che avevano campi e che hanno tutt’ora campi sono molto rigorose bel tenere in ordine i propri attrezzi perché gli attrezzi per una persona che lavora in campagna sono vitali per mangiare, per poi vendere i propri prodotti, ci sono ancora molte persone, che fortunatamente li sanno adoperare…..come dire i pomodori non crescono al supermercato ma crescono in campagna! BAMBINO 6 - Ma i nonni in questo film avevano i giocattoli per giocare? VIRGINIA - Pochissimi, ma la cosa bella di fare le cose con le proprie mani era che se li costruivano più che comprarli, pensa che ieri ci raccontavano che la cartella per andare a scuola, i genitori di questo signore che raccontava, gliel’hanno fatta di legno e tutte le volte, siccome a scuola se ne andava a piedi, perché non c’erano Pullman, quando arrivavano i crampi della fame, perché delle volte non si riusciva a portare dietro neanche la merenda, perlomeno non tutti purtroppo, lui correva a casa talmente forte e a piedi che la cartella cadeva e il legno si rompeva, erano più le volte che doveva mettere a posto la cartella, aggiustarla. BAMBINO 6 - Anche di cuoio? VIRGINIA - Era già un lusso….. PROF.SSA - Lo sapete com’era fatto il pallone per giocare? Era fatto di stracci tutti legati assieme, e spesso giocando si rifaceva tutto, e spesso bisognava rifarlo, poi c’erano le bambole di pezza, fatte con la stoffa; però una cosa che penso contraddistingua molto i bambini di ottant’anni fa da quelli di adesso è forse che un gioco durava molti anni e poi veniva passato, magari al fratello minore, oppure al cugino, invece oggi i giochi, forse perché magari sono costruiti per durare meno, credo, anche perché se no i negozianti che devono sempre vendere cose diverse, poi le esigenze vostre sono sempre di avere giochi nuovi e diversi, sempre più belli, mentre una volta, essendo i giochi sempre quelli non è che i ragazzini erano meno intelligenti o meno contenti, però usavano un ‘altro strumento che era la fantasia, la usavano di più, così un solo giocattolo poteva diventare tante cose, ed essere usato in situazioni differenti, poiché meno cose ci sono più deve lavorare la fantasia, credo funzionasse così. VIRGINIA - Infatti ieri anche c’hanno fatto vedere un fucile finto fatto di legno, a modi cerbottana, lui se l’è inventato in questo modo….io, per esempio mi ricordo le fionde…. BAMBINA 7 (Alissa) - Volevo sapere con che materiale erano fatte le ceste… PROF.SSA - Dobbiamo chiederlo al nonno di Francesca, così poi ci scambiamo le informazioni. VIRGINIA - Qualcuno di questi signori li conoscete? BAMBINO 8 - Ma i maschi quand’erano a scuola per fare i dispetti facevano casino? VIRGINIA - Si era più severi, ci raccontavano anche ieri le maestre delle volte c’era quel signore che raccontava che anche con la bacchetta nelle mani, oppure ci raccontava che lo mettevano delle volte dietro la lavagna sui sassolini, quindi insomma, bisognava... BAMBINA 1 (Megghy) - Perché una volta la scuola era tanto severa? GUIDO - Anche noi non credete che eravamo tanto buoni…quando io andavo a scuola c’era la prima, la seconda, la terza e la quarta tutte insieme, dal più piccolo al più grande, non era come adesso che i bambini sono divisi per classi…poi noi cominciavamo con le aste, non so se voi fate ancora le aste, ma noi le facevamo per parecchi mesi, e quando andavamo alla scuola non è che c’era tanta colazione o tanta merenda, era tutto diverso….non c’erano i soldi, quindi se il genitore aveva cinque o sei figli li mandavano a scuola. C’erano parecchi, io no perché ero vicino, che facevano 5 o 6 chilometri per arrivare a scuola, e li facevano a piedi…..io andavo alla dottrina, io abitavo vicino al “Ghetto di Battistella”, da li a Misano Monte, dove andavo alla dottrina c’erano 7/8 chilometri e io li facevo tutti a piedi, c’erano tanti bambini, poi passavamo per i campi e poi andavamo a rubare la roba, era un disastro insomma… [Tutti ridono.] GUIDO - Sì, andavamo a rubar la roba nei campi, qualche mela, qualche pesca……… BAMBINA 2 (Jenny) - A cosa serviva quella cosa per i piatti? GUIDO - Non è come adesso che quando andiamo a mangiare abbiamo il piatto del primo e del secondo, c’era un piatto, delle volte nemmeno un piatto per uno, allora quando un piatto si rompeva, non è che avevamo i soldi di andare a comperare un piatto nuovo, allora cosa facevano? C’erano questi qui che li chiamavano gli ‘spanghin’, con quello li faceva il buco, poi chiudeva con le tenaglie e si andava avanti così. I bicchieri lo stesso, ce n’era uno ogni tre quattro persone, figurarsi che noi bambini mangiavamo per terra, per fare i bicchieri prendevamo le bottiglie… TONINO - Si prendeva uno spago si girava attorno, uno teneva la bottiglia e due tiravano uno spago come se fosse una sega, a forza di dai e dai, che la bottiglia si riscaldava si metteva giù nell’acqua fredda si spaccava proprio a rasente dove c’era sto filo, e si faceva il bicchiere….la vasca dove bevevano le mucche, io ero contadino, era di cemento, si lisciava sto bicchiere li perché o se no ci si tagliava le labbra…….. GUIDO - Comunque dovete ascoltare queste cose ragazzi, perché il mondo, adesso andiamo bene, ma non si sa mai nella vita…non si sa mai, bisogna stare attenti, ascoltare gli anziani, alle vostre maestre che vi insegnano per bene, perché è giusto, adesso si va bene, bisogna divertirsi, però ci vuole anche quell’oretta per pensarci sopra, che la vita non è tanto facile. Allora ascoltate le maestre che vedrete che andrete sempre bene. BAMBINA 3 - Come funzionava quel gioco che dovevi dare dei numeri.. VIRGINIA - Ah, la morra! PROF.SSA - Ah, io non la so giocare la morra… GUIDO - Io ero un campione! E’ tipo pari o dispari, ma pari o dispari non si parla, lì se chiami il numero, te magari chiami 5, io chiamo 6….. (spiega il gioco) BAMBINA 4 (Azar) - C’era la luce? ANZIANO 2 - C’era una bottiglia d’olio con tanti fili bagnati insieme, si dava fuoco lì, e quella era l’unica luce che avevamo. La candela era un lusso…il petrolio costava meno e poi si consumava più lentamente. GUIDO - Però c’era un fumo che no si stava e una puzza che non si riusciva a respirare……. BAMBINA 5 (Valentino) - C’erano i giocattoli quella volta? TONINO - I giocattoli c’erano, ma non c’erano i soldi per comperarli.. GUIDO - Però eravamo ingegnosi di farli da soli…facevamo quelle carrozzelle, no?, facevamo le ruote di legno…perché non c’era niente allora bisognava studiare.. PROF.SSA - Per cui giocavate lo stesso, anche senza giocattoli? GUIDO - Sì, sì…. VIRGINIA - Anche perché erano capaci di fare delle cose bellissime anche da soli, ed era quella la cosa speciale…col legno… PROF.SSA - Com’era fatto il pallone? TONINO - Ma, il pallone non c’era, l’ ho visto dopo molti anni.. GUIDO - Facevamo alla box allora..io sono andato un anno i palestra a Rimini, a 17 anni, adesso viene uno nel centro a trovarci li dove siamo noi, e lui ha continuato ed è tutto così, perché le botte fan male. Io ho continuato, le davo e le prendevo, poi ho detto smetto perché. Poi sì, c’era lo sport….si correva a piedi, a piedi, a piedi tanti chilometri a piedi, poi c’era la cuccagna allora… PROF.SSA - Lo sapete che cos’è la cuccagna? TONINO - La cuccagna è un albero di 6, 7, 8 metri e veniva tutto unto di grasso, e lassù sopra si legava il regalo, tipo bottiglie, salame, prosciutto o 2 galline , e vinceva chi riusciva ad arrivare lassù, ma era dura perché c’era così tanto di grasso…..si era tre quattro a partecipare uno sopra l’altro.. BAMBINA 6 - E’ vero che le bambole si facevano con le pannocchie? GUIDO - Sì, si facevano anche con le pannocchie….con gli stracci, etc TONINO - Gli occhi e la bocca della bambola si facevano con un carbone acceso, si metteva lì sopra, si metteva il marrone o il nero……e si facevano anche con le zucche, si faceva “Halloween”, si metteva la candela dentro la zucca. BAMBINO 7 - Quando eravate più giovani che lavoro facevate? GUIDO - Beh, noi di lavori ne abbiamo fatti parecchi, il mio ultimo lavoro che ho fatto per 40 anni è stato l’imbianchino, però mio babbo era contadino, io alla terra non è che gli volevo molto bene, ma qualcosa facevo anch’io…tutti i lavori facevamo…Avete visto quella macchina che trebbiava il grano? Io sono andato anche lì a lavorare… TONINO - A 11, 12 anni bisognava star su dal letto, e io ero piccolo, e poi si andava nei campi con le mucche e con l’aratro a lavorare la terra per seminarla…e delle volte dalla stanchezza, e poi un bambino c’ ha sonno, no? e allora, appena inciampavo per terra, mio babbo mi diceva, dai va là mettiti per terra…quando mi svegliavo ero tutto ammaccato dalla terra, che è dura, non è sabbia…..era dura la vita! BAMBINO 8 - C’erano delle carrozze? GUIDO - Sì, c’erano delle carrozze, non c’erano le macchine, quindi c’erano i cavalli ……quella volta i cavalli erano delle mercedes, perché chi aveva delle belle carrozzine fatte bene, tutte coperte sopra, quelli erano i padroni allora, non i contadini!, il contadino aveva il somarino… BAMBINA 9 (Giorgia) - Quando andavate a scuola, avevate i libri e le matite? GUIDO - Una matita sì…. TONINO - Una matita sì….e non c’era la biro, c’era un pennino con l’inchiostro che si bagnava lì dentro e si scriveva, però bisognava stare attenti perché se cadeva la goccia faceva da matti.. GUIDO - Certo che se fate voi altri con quello non siete capaci…le maestre non lo so… TONINO - Io a casa di questi pennini ne ho 2000, di parecchie qualità.. GIORGIA - Ma i libri erano tanti come adesso, di tante qualità, o? TONINO - Erano 2: Italiano e matematica…. GUIDO - Però in quello di matematica c’era metà matematica, metà storia… BAMBINO 10 (Luca) - Voi mungevate le mucche? GUIDO - Io, no, perché come ho detto non ero tanto appassionato, però chi era contadino e avevano le mucche, c’era il latte e facevano i formaggi… TONINO - Noi avevamo 38-40 mucche, tra mucche, vitelli e cavalli….e le mucche mangiano anche il giorno di Natale, o Pasqua, allora se uno andava anche fuori, in giro, la sera prima di notte doveva venire a casa a dar da mangiare alle mucche, una volta al mese mi toccava a me, perché eravamo in tanti, no allora… BAMBINA 11 - Come facevate a fare i cesti? TONINO - Come quel signore, hai visto?…ero bravo abbastanza, con le canne si spaccavano…. GIORGIA - Quanti giorni ci voleva a fare un cesto grande come quello là? TONINO - Un paio d’ore..sì, adesso di più perché ormai ho perso l’abitudine…e poi lui del filmato l’ ha fatto semplice, io lavoravo con tre canne, che è più bello…. BAMBINO 12 - Ma quanto durava la scuola? GUIDO - Dalle 8 alla mezza….come adesso. GIORGIA - Però, non c’era, credo, il pomeriggio all’inglese, il computer, non c’era il pomeriggio? GUIDO - No, no….. TONINO - No, c’era un fatto tutti i mesi si cambiava, un mese si andava al mattino, un mese il pomeriggio. GIORGIA - Come mai questo? TONINO - Perché non c’erano le aule.. GUIDO - Noi avevamo i genitori il 90% analfabeti, quindi dovevamo fare tutto con la nostra testa….perché io non è che potevo andare da mia mamma o da mio babbo, quello che facevo lo facevo da solo.. GIORGIA - Questa è una cosa interessante, perché all’epoca in cui loro sono stato ragazzi la scuola era un privilegio, cioè loro come ragazzini potevano andare, mentre i loro genitori dovevano lavorare, non avevano avuto questo privilegio, mentre per noi adesso è più un dovere…. GUIDO - Anche già la mia classe non è che si poteva andar tutti, al massimo la 5° elementare perché dopo poi bisognava andare a lavorare, perché era così…io ci tenevo andare alla scuola…mio fratello, non so se lo conoscete, mio fratello è Cecchini Augustavo, quello della biblioteca, lui c’ ha vent’anni in meno di me, mia mamma l’ ha avuto quando aveva 45 anni. Lui è stato un bambino intelligente, è stato sfortunato che lui è morto presto che lui era piccolo, e io gli ho fatto da babbo, l’ ho mandato alla scuola…era bravo…... BAMBINO 13 (Simone) - La base del cesto, come si faceva? TONINO - La base del cesto è sempre dispari, perché se è pari quando fai tutto il giro va a finire che è sempre uguale, invece doveva essere dispari, non pari…. BAMBINA 14 (Azar) - In Tunisia, i libri erano di legno, mi ha raccontato il mio nonno….. GUIDO - Da noi c’era la carta..il quaderno insomma… TONINO - Come ha detto il signor Guido, una volta a scuola si facevano le aste, non dovevi uscire fuori dal quadratino perché senno……però venendo su in questa maniera, avevamo una calligrafia precisa, bella….. GUIDO - E bisognava trattare bene il quaderno, doveva essere sempre tutto liscio…non si potevano fare le orecchie…. BAMBINA 15 - Quanti mesi durava la scuola? TONINO - Dai primi di ottobre al 10/15 giugno…. BAMBINA 16 - Le maestre erano più severe di oggi? GUIDO - Non lo so come sono le maestre oggi, le nostre erano severe..,in più se andavamo a casa che la maestra aveva detto qualcosa, non è che i nostri genitori andavano a litigare con la maestra, ma vi davano a noi…..adesso so che , anzi so niente, 10/15 anni fa io abitavo al villaggio argentina la maestra, quando andava a scuola mia figlia, che veniva da Forlì poverina tutte le mattina, allora c’era una bambina che forse era più somarina delle altre, la vita è così, non è mica detto che si fa a posta, e la mamma era una un po’ ambiziosa e diceva che la sua figlia non la potevano vedere, allora non era vero niente, questa donna passava alle case dei bambini che andavano a scuola a raccogliere le firme per mandar via la maestra…stata una cosa tremenda, io sono andato giù quella volta e mi sono incavolato, perché come se tua figlia è così non c’è niente da fare, no lo so, mandala in un altro posto…era una brava ragazza davvero questa maestra, faceva pietà, piangeva che aveva un bambino piccolo e famiglia, veniva da Forlì….è lì il guaio, adesso i nostri nipoti, voi ragazzi, adesso vi fanno tutto, vi vengono a prendere con la corriera, merende di qua, merende di là, vi portano al mare…e devono stare attenti i genitori, devono ascoltare più le maestre che voi altri…cioè a tutti e due dai, cioè però sempre più le maestre. TONINO - Se la maestra ti dava uno schiaffo e andavi a casa, le prendevi anche dai tuoi.. GUIDO - Sapete quella volta cosa facevano le maestre? Mettevano il granturco…perché io ero un po’ birichino…quello purtroppo…e poi ti metteva dietro la lavagna in castigo sopra i granelli di granturco, non si discuteva, non è che il babbo o la mamma se lo sapevano andavano a litigare… BAMBINO 16 - Le lavagne come erano fatte? TONINO - Le lavagne erano come quelle di oggi, i banchi no, erano grossi, c’erano dei banconi grandi e non avevano la sedia ma c’era la panca due per due…. VIRGINIA - Facciamo un applauso a questi nonni? [Tutti applaudono.] |
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Condivisa nella Scuola Elementare "Gabelli" di MISANO CELLA Assieme al testimone Mauro Arcangeli e a Virginia Proiezione documentario video e dibattito, 8 novembre 2006 MAURO - Adesso abbiamo la plastica, una volta, prima della guerra, il falegname con questo dovevo fare il mastello, con questo qui il falegname, che se l’è costruito da solo, non è che l’è andato a comperare, ha avuto l’idea di costruirselo, per fare i fondo sotto al secchio, dopo aver fatto questo, con un’altra sega, se lo tagliamo piano piano, e poi con questo attrezzo qui, Chi lo conosce questo? , c’ha un nome questo qui, questo si chiama, pialaiello, con questo qui dopo il falegname doveva fare tutto…………….e con questo attrezzo, vedi che è circolare, è tondo…e di li….del mastello… PROF.SSA - Ma dentro il mastello cosa si faceva? Si lavava, si faceva il bagno…. MAURO - Questo qui serviva per far aggiustare il coccio, quando si rompeva, prendevano. Con questo qui si faceva il buco, si aggiustava il piatto perché il piato non si buttava via si aggiustava. .. Questa è una bomba, non è come adesso che abbiamo lo scalda-sonno, abbiamo il piumino…abbiamo solo le lenzuola, quindi faceva freddo…..si riempiva di acqua calda e poi si metteva nel letto e noi ci appoggiavamo i piedi… BAMBINO 1 - C’erano anche il prete e la suora?! MAURO - Esatto! BAMBINO 2 - Cosa mettevano dentro le bombole per farle scoppiare? MAURO - Te lo posso spiegare..avevo solo due anni… BAMBINO 3 - C’erano anche la suora e il prete per scaldare, vero? MAURO - Bravo, io avevo quattordici, quindici anni… BAMBINA 3 (GIORGIA) - A casa mia ho una foto in bianco e nero del mio nonno quando andava in guerra… PROF.SSA - Non c’era il colore, non c’era la macchinetta…è venuto dopo… |
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